Dove scorre l’arcobaleno

Avendone sentito parlare da diverso tempo come uno dei pochi luoghi per l’arte contemporanea in Umbria, prendo finalmente appuntamento. Anche solo una veloce occhiata al sito internet fa venire l’acquolina in bocca: una grafica pulita ed essenziale, che ritaglia il giardino e l’architettura in un bianco e nero minimale dietro al quale nasce un arcobaleno che scorre come un fiume via dalla pagina; ma soprattutto, la lista degli artisti: da Urs Fischer a Rudolf Stingel, da Fischli&Weiss a Murakami, il Giardino dei Lauri sembra voler portare i grandi nomi dell’arte contemporanea in una regione dove questa cultura non è ancora molto radicata.

La mia impressione è confermata dal collezionista, che subito dopo averci accolti personalmente per farci da guida, ci indica come uno dei motivi principali che lo hanno spinto ad aprire la sua collezione al pubblico sia proprio la volontà di condividere la cultura del contemporaneo con gli studenti umbri e toscani.

Le opere sono fin troppo numerose per uno spazio sicuramente non enorme, ma si riesce comunque a goderne senza che siano soffocate l’una dall’altra. La collezione comprende dipinti, sculture, installazioni e video che vanno dal lirico Banks Violette e il suo etereo cavallo di fumo al più ludico Martin Creed, che invita i visitatori in una stanza di palloncini bianchi sottraendogli Half the air in a given space; c’è anche la straniante dolcezza di Tim Noble e Sue Webster, che permettono al pubblico di trasformare una montagna di banconote da un dollaro in un tenero bacio-ritratto, semplicemente inserendo un gettone, e la stupenda Big Moth di David Altmejd (ve lo ricordate al Padiglione Canada della Biennale 2007, con il suo universo selvaggio e specchiante?), che attraverso metamorfosi e innesti mostra come la vita umana sia solo un minuscolo frammento all’interno di una realtà biologica in continua evoluzione. Non manca l’ironia di Piotr Uklanski, che si sostituisce a Dalì nel suo  celebre teschio di donne nude e a cui spetta l’ultima parola alla fine della visita, una gigantesca mano di tubi in metallo che ci saluta dall’alto della sua cava monumentalità.

Il Giardino dei Lauri ospita infatti anche alcune opere all’aperto, nel giardino vero e proprio, e non distante dalla mano scopriamo dove è andato a finire il fiume arcobaleno del sito: lo ha eretto qui Ugo Rondinone per lasciarci con una domanda: Where do we go from here?

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