L’arte ai tempi della realtà aumentata

Arte Realtà Aumentata

“La realtà aumentata è la street art del 21 secolo” Tamiko Thiel.

Che faccia tendenza bisogna renderne atto, ma la realtà aumentata ha veramente un futuro nel campo dell’arte?

La risposta non è poi così difficile. Se si guarda con occhio critico al passato infatti si nota che si sono trasformate in innovazioni di successo quelle che offrivano una reale utilità al consumatore finale, pur mantenendo una certa intuitività di utilizzo.

La realtà aumentata presenta proprio queste caratteristiche.
Cosa può offrire dunque al mondo dell’arte?

Direi che al momento i generi di utilizzo della realtà aumentata nel settore artistico-culturale si possono sintetizzare in tre filoni: Creativo, Ricreativo ed Informativo.

Nel primo punto, creativo, mi rifaccio alla tradizione virtuale e ad alcuni artisti pionieri del settore come Amir Baradaran ed il suo FutARism Manifesto, il già citato Tamiko Thiel oSander Veenhof e Mark Skwared. Questo dovrebbe interessare maggiormente l’altra parte della barricata artistica, ovvero gli artisti stessi. La realtà aumentata promette di aprire un nuovo canale comunicativo, creando percorsi immaginari che travalicano il limite del reale sconfinando nel virtuale.

Il secondo punto, ovvero il filone ricreativo, è quello che mi lascia più perplessa. Riguarda la promozione tramite eventi a realtà aumentata puntando più sulle qualità sceniche che su quelle comunicative della nuova invenzione. Un filone legato al marketing più spregevole, quello che non offre un reale valore aggiuntivo al consumatore, ma che punta solo alla spettacolarizzazione. E proprio per questo destinato a sparire con un progressivo adattamento del pubblico alla nuova tecnologia.

L’utilizzo più interessante a mio parere è proprio quello informativo.
Penso a dei bambini in gita, che hanno la possibilità di immergersi nella storia come in un videogame, penso a degli studenti universitari, che possono interfacciarsi al meglio con l’oggetto del loro studio, senza nessun rischio per il patrimonio culturale.

Tutto questo ovviamente si può tradurre anche in un ricavo economico per le strutture che decidessero di avvalorare la loro struttura con apparecchiature di questo tipo. Alcune realtà, come il Getty Museum di Londra o il Museo Archeologico di San Severino Marche hanno già deciso, con successo, di investire in questo tipo di tecnologie.

Le possibilità per la realtà aumentata nel settore sono quindi molteplici e ad oggi esplorate solo in parte, ma penso ne sentiremo parlare sempre più spesso nei prossimi mesi.

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