Land of Prayer Alias di Giancarlo D’Alonzo

“Land of Prayer Alias”, inaugurata lo scorso settembre nello Studio d’Arte Contemporanea Pino Casagrande, è una mostra che fa parte di un progetto articolato in diverse fasi di Gianfranco D’Alonzo.
Si tratta infatti, del secondo step di un lavoro che ha visto la sua origine sul web nel 2011, dove D’Alonzo aveva dedicato uno spazio alla sua arte e alla comunicazione. Il sito stesso ha il nome di Land of Prayer e vuole essere un punto di incontro per tante persone, una terra di conforto a seguito di un lungo viaggio, su cui riversare i proprio pensieri e stati d’animo.
Da questo lavoro sul web sono venuti a crearsi rapporti, scambi e collaborazioni che hanno poi permesso un’evoluzione del progetto stesso. La mostra è quindi la seconda parte di questo lavoro, in cui il prodotto della rete viene trasposto nello spazio fisico della galleria Casagrande.
L’artista ricrea qui un ambiente unico che mette in relazione medium differenti: musica, video, pittura e installazione ambientale entrano in gioco creando un dialogo che da infine origine ad unicum compatto e profondamente suggestivo. Entrando nella sala si ha come l’impressione di penetrare in un luogo recondito e intimo che ci accoglie nel suo spazio innescando pensieri e sensazioni in continuo movimento, è qui che lo spettatore diviene parte stessa dell’opera e, come sul web, partecipa alla sua stessa realizzazione.
Nello studio della galleria due lavori pittorici si contrappongono l’uno all’altro, Con Titolo è una grande tela da cui spessi e corposi segni neri si diramano dal centro verso le estremità, si tratta di un’opera che racchiude un po’ la ricerca degli ultimi anni di D’Alonzo; la sperimentazione del segno, la matericità dello stesso e l’impatto colorico sono tutti elementi distintivi dei suoi ultimi lavori.
Word invece è un lavoro che si staglia dai precedenti sia per la tecnica che per la resa ultimale, è un lavoro che possiamo definire di raccordo, infatti racchiude in esso tutte le parole che hanno spiccato nei dialoghi web. La superficie è graffiata, incisa, vissuta e le parole creano quasi un vortice che converge nel centro del lavoro dove una spaccatura del piano determina la centralità del lavoro stesso.
La terza parte del progetto di D’Alonzo prevede la pubblicazione di un testo entro la fine del prossimo anno che raccoglierà esperienze, testimonianze e scambi raccolti durante la realizzazione di questo lavoro.
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